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La misura, approvata dalla Commissione Giustizia del Senato, modifica il decreto legislativo 49/2014, la normativa cardine che recepisce in Italia la Direttiva 2012/19/UE sui RAEE. Si tratta di un intervento che si inserisce in una strategia più ampia per contrastare l’abbandono dei rifiuti elettronici e incrementare il tasso di raccolta ufficiale, oggi ancora troppo lontano dagli obiettivi europei.
L’emendamento segna una svolta per la gestione dei rifiuti elettronici in Italia: la raccolta a domicilio senza obbligo di acquisto punta a intercettare più RAEE e migliorare tracciabilità e risultati nazionali.
Il contesto normativo: dal D.Lgs. 49/2014 alla nuova estensione
Il D.Lgs. 49/2014 ha introdotto in Italia il sistema nazionale di gestione dei RAEE, distinguendo tra:
- RAEE domestici, provenienti dai nuclei familiari o da attività “assimilabili” per natura e quantità;
- RAEE professionali, generati da attività economiche e non assimilabili ai domestici.
Lo stesso decreto stabilisce che i distributori, al momento della vendita di un nuovo apparecchio, abbiano l’obbligo di ritirare gratuitamente un’apparecchiatura equivalente a fine vita. È il cosiddetto sistema “1 contro 1”, regolato dall’articolo 11: chi acquista, ad esempio, una nuova lavatrice, ha diritto al ritiro gratuito della vecchia.
A questo meccanismo si è aggiunto, negli anni successivi, il cosiddetto “1 contro 0”, che consente ai consumatori di consegnare gratuitamente piccoli RAEE nei punti vendita, anche senza acquistare nulla. Questo sistema è stato semplificato ulteriormente dal decreto “Infrazioni” del 2024, che ha introdotto modifiche operative per agevolare la raccolta nei negozi.
Ritiro a domicilio gratuito anche senza acquisto
La novità introdotta con l’emendamento al decreto “Terra dei Fuochi” estende questo principio al ritiro a domicilio, superando il vincolo dell’acquisto di un nuovo prodotto.
In pratica, i distributori potranno:
- Ritirare a domicilio non solo l’apparecchio sostituito, ma anche altri RAEE domestici, senza che il cliente debba effettuare alcun acquisto;
- Effettuare questa raccolta a titolo completamente gratuito, con modalità simili a quelle già previste per l’“1 contro 1” e “1 contro 0”.
L’obiettivo dichiarato è duplice: in primo luogo si vuole contrastare l’abbandono dei rifiuti elettronici, fenomeno ancora diffuso sul territorio nazionale. Si vuole inoltre incrementare il tasso di raccolta ufficiale, intercettando una quota più ampia di apparecchiature a fine vita che spesso sfuggono ai canali autorizzati.
Un problema strutturale: l’Italia lontana dai target UE
La Commissione europea ha fissato per gli Stati membri un target di raccolta del 65% dei RAEE immessi sul mercato. L’Italia, tuttavia, è ancora molto distante da questo obiettivo: nel 2024 il tasso di intercettazione si è fermato al 29,64%.
Questa performance insufficiente ha portato, nel luglio 2024, all’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea, che ha inviato una lettera di messa in mora al Governo italiano.
Il nuovo meccanismo di ritiro a domicilio punta a intercettare una quota significativa di RAEE che oggi sfuggono ai canali ufficiali — spesso per comodità degli utenti o per assenza di strumenti logistici adeguati.
Tracciabilità e sanzioni: nuovi obblighi per i distributori
Accanto all’ampliamento delle modalità di raccolta, l’emendamento introduce anche obblighi stringenti di tracciabilità per i distributori.
Questi soggetti dovranno:
- Iscrivere i luoghi di deposito dei RAEE raccolti sull’apposito portale del Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE);
- Comunicare periodicamente i quantitativi di rifiuti raccolti e gestiti;
- Garantire che le informazioni trasmesse siano complete e corrette.
La violazione di questi obblighi comporta sanzioni amministrative significative, introdotte originariamente dal decreto “Infrazioni” e ora confermate e rafforzate:
- Da 2.000 a 10.000 euro per mancata iscrizione o mancata comunicazione dei dati;
- Sanzioni ridotte della metà per comunicazioni incomplete o inesatte.
Si tratta di un apparato sanzionatorio che mira a colpire pratiche elusive o poco trasparenti, spesso alla base della “fuoriuscita” dei RAEE dai canali ufficiali — fenomeno che sottrae importanti volumi ai sistemi di raccolta autorizzati e alimenta il mercato parallelo.
Ambito di applicazione: domestico vs professionale
È importante sottolineare che questa nuova possibilità di ritiro a domicilio gratuito si applica ai RAEE domestici e, in alcuni casi, a quelli provenienti da utenze “assimilabili”, come piccoli esercizi commerciali, uffici o B&B, purché la natura e i quantitativi dei rifiuti siano analoghi a quelli domestici.
Restano invece esclusi i RAEE professionali veri e propri, per i quali continuano a valere le regole ordinarie:
- Obbligo per il detentore (azienda) di gestire i rifiuti tramite operatori autorizzati;
- Tenuta dei registri ambientali e formulari di identificazione rifiuto;
- Rispetto delle normative specifiche sui trasporti e sullo smaltimento.
Per questi soggetti, l’introduzione del ritiro a domicilio da parte dei distributori non modifica gli obblighi esistenti.
Il ruolo strategico di Sirmet
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