Distruzione Fiscale

 
 
La SIRMET SRL per le aziende clienti che ne fanno richiesta, fornisce completa assistenza nella procedura di rottamazione fiscale di beni o cespiti di magazzino obsoleti o fuori uso.

È assai diffusa infatti, la prassi di procedere alla distruzione dei beni aziendali o di magazzino quando gli stessi diventino inservibili per obsolescenza e/o senescenza. Ai fini fiscali, per vincere la presunzione di cessione di cui all’art. 1 D.P.R. 441/97, occorre osservare una procedura ad hoc di seguito descritta.

A. Distruzione volontaria diretta dei beni strumentali o di magazzino di valore superiore ad €. 10.000,00.

Nel caso in cui l’azienda intenda procedere alla distruzione volontaria dei beni strumentali o di magazzino occorrerà osservare la seguente procedura:

1. L’operazione di distruzione deve essere comunicata agli Uffici Finanziari ed alla Guardia di Finanza almeno 5 gg prima del giorno fissato per l’inizio delle operazione di smaltimento. La comunicazione deve indicare le modalità delle operazioni di distruzione con particolare riferimento al valore complessivo dei beni da smaltire e del valore degli eventuali beni residuati dalla operazione di smaltimento. Si precisa che nei casi particolare urgenza (pericolo per la salute, danni a cose e/o persone) è possibile derogare all’osservanza del termine di preavviso di cui sopra, fermo restando l’obbligo, ai fini della validità dell’intera procedura, di far partecipare, all’operazione di distruzione, un notaio o altro P.U.

2. I funzionari dell’Agenzia delle Entrare, i militi della G. di F., ovvero il notaio che ha partecipato all’operazione di distruzione, devono attestare in apposito verbale, le operazioni svoltesi alla loro presenza come richiesto dalla Circolare 241/1998.

3. L’ultimo documento richiesto (ma trattasi solo di un documento potenziale) concerne la redazione del DDT qualora dallo smaltimento dei beni residuino eventuali altri beni come ad esempio ceneri.

B. Distruzione volontaria diretta dei beni strumentali o di magazzino di valore inferiore ad € 10.000,00.

Nel caso in cui l’azienda intenda procedere alla distruzione volontaria dei beni strumentali o di magazzino il cui valore complessivo di acquisto non sia superiore ad €. 10.000,00, in luogo della procedura di cui al precedente punto 2), l’azienda potrà redigere, ai sensi del D.P.R. 445/2000, un’autocertificazione ossia una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Il limite per poter accedere alla più snella procedura di autocertificazione era, inizialmente, pari ad €. 5.164,57 e, grazie al Decreto Sviluppo (D.l. 70/2011), detto limite, a far data dal 14.05.11, è stato innalzato ad €. 10.000,00. Si precisa che la soglia massima così fissata, concerne il valore massimo dei beni oggetto di ogni singola operazione di smaltimento e non già l’ammontare annuo della somma delle singole operazioni di smaltimento. Si precisa che, per lo smaltimento dei beni di “valore inferiore”, la normativa attualmente vigente esonera l’azienda esclusivamente dalla redazione del verbale e non, invece, della presenza dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate ed della G. di F.. Per tale ragione, anche nel caso di distruzione di beni di valore inferiore ad €. 10.000,00 occorre inoltrare, secondo le modalità ed i termini di cui al precedente paragrafo 2, lett.I, la comunicazione scritta.

C. Distruzione volontaria indiretta

L’impresa, in luogo della distruzione volontaria diretta dei beni strumentali o di magazzino, può affidare l’incarico ad un soggetto autorizzato allo smaltimento dei rifiuti. In tal caso, l’operazione di distruzione è attestata e certificata attraverso il Formulario di identificazione. Il citato documento è previsto dal D.M. 145/1998 e, prima del suo utilizzo, esso deve essere numerato e vidimato dall’Agenzia delle Entrate o dalla Camera di Commercio.